C’è un tempo per
Riflessioni casuali nei giorni intrappolati da una diagnosi (pensando al Qoelet)
C'è un tempo per tremare alla lettura di un referto.
C'è un tempo per bloccare la vita nel buio oncologico.
C'è un tempo per abbandonarsi ai ricordi che affollano la memoria.
C'è un tempo per chiudersi in casa, sfuggendo al sole e alle nubi.
C'è un tempo per rifare i progetti, dimenticando che le terapie sono padrone di ogni giorno.
C'è un tempo per offrire sorrisi, fingendo gioie improbabili.
C'è un tempo per sentirsi nella prigione di cure infinite, che profumano di guarigione.
C'è un tempo per chiedere preghiere, consegnando speranze al Creatore.
C'è un tempo per cancellare i sogni irrealizzati, camminando verso l'eternità.
